|
|
|
|||
|
Storia della FMW Parte 10 Cari (o forse arrivati al decimo appuntamento con la nostra storia potrei arrischiarmi nel dire Fedeli) Lettori, questa settimana possiamo intraprendere in piena tranquillità il nostro consueto viaggio indietro nel tempo. Ci aspetta uno spettacolo FMW alla Korakuen Hall, ma attardandoci non corriamo il rischio di perdere i posti migliori: la card prevede un unico incontro, il retirement match di Sambo Asako, e l’affluenza prevista non è certo delle maggiori. Atterrando sul suolo nipponico, potremo quindi concederci qualche minuto da turisti passeggiando nel quartiere che, unitamente al glorioso palazzetto di Tokyo, ospita sparsi fra le numerose tavole calde anche diversi negozi specializzati nella vendita di merchandise relativo al puroresu. Doverosa è senz’ombra di dubbio anche qualche fotografia al monumentale Tokyo Dome, tempio sportivo della capitale costruito a due passi dalla Korakuen Hall… qualcosa però non funziona. Strano, tutto è come l’ultima volta che siamo passati da qui... appunto, proprio TUTTO, ivi compresa l’ordinata e folta fila di fan nipponici che si snoda a partire dall’ingresso dell’Arena. La FMW chiama ed il pubblico di Tokyo, anche in questo caso, ha riposto presente. Fino a quanto può spingersi la fedeltà di una platea verso una federazione? Abituati alla situazione del wrestling odierno, probabilmente risponderemo a questa domanda con una serie di frasi ad effetto tipiche di chi, dopo l’esperienza della ECW alla Viking Hall, si è sentito in dovere di millantare e crearsi artificialmente dei rapporti del tutto inesistenti o capaci di muovere solo una manciata di spettatori sulla cui qualità è meglio sorvolare. Frasi alle quali nessuno crede realmente e che fanno parte di un gioco capace di ingannare al massimo qualche fan nerd da web. Adesso però abbiamo davanti ai nostri occhi un’immagine ben diversa. Fino a quanto può spingersi la fedeltà di una paltea verso una federazione? 5 gennaio 1995, Korakuen Hall, sold out di 2150 spettatori per assistere ad una card che presenta al suo interno un solo incontro. Questa era la risposta della FMW. In passato esistevano realmente federazioni che ai proclami preferivano i fatti. Gente che quando si serviva della provocazione per ingrandire il proprio bacino d’utenza, era poi in grado di conquistare una pubblico e legarlo a sé puntando sulla qualità del lavoro. Parecchio fumo, ma al tempo stesso parecchio arrosto. Sambo Asako ha deciso di ritirarsi per via dei troppi infortuni patiti ed ha chiesto di lasciare l’attività affrontando Atsushi Onita in uno street fight match. Niente stipulazioni estreme, nientre trovate particolari. Il pubblico di Tokyo invade l’arena esclusivamente per tributare il giusto addio ad un lottatore non di primissimo piano, ma comunque rispettato per essere uno dei pionieri della federazione. Questa si chiama fedeltà. La contesa, durata più di 20 minuti, si dimostra pur nei suoi limiti all’altezza delle aspettative e soprattutto molto emozionante, tanto da essere in seguito considerata una delle migliori mai combattute da Asako in tutta la sua carriera e da trovar posto in pianta stabile all’interno di parecchie compilation FMW su videocassetta. Onita ottiene la scontata vittoria non senza difficoltà, tributando anch’egli dopo il suono della campana il meritato saluto al compagno di tante battaglie che, abbandonato il wrestling, si dedicherà al commercio aprendo un piccolo bar. L’esperienza dell’incontro unico, visto il positivo riscontro ottenuto, viene ripetuta immediatamente il giorno successivo con l’ennesimo sold out realizzato però anche grazie ad una interessante stipulazione speciale e ad un match finalmente di cartello: i perfidi lottatori della W*ING sconfiggono il Team FMW in uno Scramble Bunkhouse Yen on a Pole Street Fight a dodici uomini, con Kanemura che riesce ad agguantare il sacco contenente i soldi dando la vittoria alla propria squadra. Importante successo per il gruppo di “invasori” che preannuncia un inizio d’anno ad altissimo livello e ricco di soddsfazioni. Mister Pogo riesce infatti a dare un brusco stop all’eroico retirement tour di Onita strappandogli il titolo Brass Knuckles Heavyweight (Il 21 gennaio 1995 nella città di Sendai) e quindi gli allori di coppia (persi il 24 febbraio, ma riconquistati insieme a Kanemura alla prima occasione, il 7 marzo). Contemporaneamente, il 6 febbraio, Hideki Hosaka sconfigge Ricky Fuji legandosi intorno alla vita la cintura Indipendent Junior Heavyweight. La W*ING si trova così a detenere tutte in una volta le principali cinture della federazione, raggiungendo il culmine della propria esistenza e mantenendo questa situazione fino alla fine del mese di marzo, quando Koji Nakagawa riconquista il titolo dei pesi leggeri per la FMW. Piccola nota di colore in questo periodo la dà lo spettacolo del 30 marzo alla Yokohama Bunka Gym, futuro teatro di storici deathmatch targati soprattutto Big Japan. Atsushi Onita sfida per l’ennesima volta l’arcirivale Mister Pogo impersonando nuovamente il personaggio The Great Nita, ma l’avversario non è da meno ed a sorpresa esce dal backstage con un costume differente dal solito e l’identità di Pogo Daio (Re, in italiano). Nonostante il titolo assoluto non fosse in palio, il campione Brass Knuckles Heavyweight inchioda comunque a tappeto Onita in circa 14 minuti di lotta. Dopo questi ultimi anni ricchi di successi, la FMW è innegabilmente una federazione di vertice. Continua sì ad essere invisa agli occhi dei tradizionalisti, ma visto il bacino d’utenza che abbraccia non può essere ostracizzata dal mondo del puroresu che conta. Il 2 aprile la federazione viene così invitata per la prima volta ad un festival interpromozionale organizzato all’interno del monumentale Tokyo Dome. Ogni sigla deve garantire un incontro da inserire nella card e la scelta del direttivo cade sulla combinazione più collaudata (e scontata) possibile: Atsuhi Onita contro Mister Pogo, nuovamente sotto le gimmick di The Great Nita e Pogo Daio. La decisione si rivelerà però pessima: all’interno del Tokyo Dome è vietato accendere fuochi e quindi i due atleti sono costretti a rinunciare alla caratteristica più interessante delle loro sfide, le terribili fiammate del campione assoluto. Il match si rivela quanto mai tedioso con limiti e difetti amplificati dalla totale indifferenza del pubblico. La cronaca ci regala la vittoria di Onita nel silenzio generale, ma soprattutto il successo della IWA Japan che umilia i diretti concorrenti proponendo uno spettacolare ed intenso 6 men tag team match con protagonisti Cactus Jack e gli Headhunters contro Nakamaki, Leatherface e Terry Funk. Quest’ultimo approfitta dell’occasione per prendersi una bella rivincita nei confronti di Onita, dimostrando di essere un lottatore di valore assoluto ed aggiudicandosi anche il record di wrestler più anziano al mondo in grado di eseguire un moonsault dalla terza corda. In molti all’interno della federazione storcono il naso. Onita è prossimo al ritiro, ma non ha voluto assolutamente cedere il palcoscenico del Tokyo Dome ad altri, trascinando con sè verso una cocente umiliazione tutta la FMW. Come è possibile costruire una credibilità per il suo successore se Atsushi fagocita ogni spazio disponibile? In ogni caso, il tempo per tirare le somme della situazione o anche solo per piangersi addosso è minimo. Manca poco più di un mese all’evento che si preannuncia come il più importante nella storia della federazione e non si può rischiare di arrivarci sbandando. Per prima cosa bisogna decidere una volta per tutte il nome dell’avversario di Onita nel main event che, per conseguenza, sarà anche colui che ne raccoglierà la torcia in qualità di leader della federazione. Archiviata l’ipotesi Matsunaga ventilata in passato, il lotto dei pretendenti si restringe ad una manciata di nomi, nessuno dei quali particolarmente convincente. La regolare pianificazione arricchita da sorprese e colpi di genio che tanto ha fatto la fortuna della FMW viene incredibilmente meno e per giunta in un momento importantissimo. Guardandosi indietro nei mesi passati, parecchi membri del consiglio direttivo si pentono di non aver speso più tempo nella costruzione di un personaggio credibile. Questo sentimento non tocca però il presidente Onita che, dando inconsciamente ragione a chi lo considera ormai sul viale del tramonto a livello di idee, annuncia il nome prescelto, stabilito tra l’altro di propria iniziativa e senza le verifiche del caso: Tarzan Goto. Se avete seguito regolarmente le varie puntate della nostra storia, vi ricorderete di sicuro cosa successe solo pochi anni prima quando il buon Goto venne assunto, solo per un breve periodo, al ruolo di leader per la FMW. Pubblico in calo, main event sempre meno coinvolgenti ed Atsushi costretto a tornare prematuramente dalla pausa che si era concesso in seguito ad un brutto infortunio. Buon wrestler ed ottimo allenatore, Tarzan aveva suo malgrado già ampiamente dimostrato di non essere all’altezza di un compito così carico di oneri, rivelandosi inaffidabile nell’importantissimo ruolo ora per giunta affidatogli con motivazioni ancora più traballanti rispetto al passato.. La scelta di Onita perde ulteriore logicità al primo ragionamento riguardo all’allineamento da dare al suo avversario: attualmente schierato fra i buoni, Goto viene fatto girare heel in previsione del main event del Kawasaki Stadium con la prospettiva di un repentio turn face a fine contesa. Tenendo conto dei cambiamenti già vissuti negli anni passati, ne risulterebbero ben quattro in poco più di cinque anni di vita della federazione: assolutamente troppo per essere considerato credibile, soprattutto se parliamo di un wrestler afflitto da gravi problemi di carisma. Gettando un’ulteriore palata di sterco nel letamaio, ricordiamo che Onita prendendo questa decisione ha fatto i conti senza l’oste e si è pure adoperato per esasperarlo. Goto da tempo mal sopporta lo strapotere del presidente-padrone e, arrabbiato per l’esclusione dalla vetrina del Tokyo Dome, trova lui per primo assurda la situazione. Si sente bistrattato, chiedendosi per quale motivo venga gettato ora nel centro della mischia senza essere stato adeguatamente aiutato nei mesi precedenti. Comunque sia la prospettiva di ereditare tutti i poteri di Onita all’interno della FMW lo ingolosisce e lo spingerebbe ad adottare uno spirito maggiormente collaborativo se non fosse per la scoperta di essere stato tagliato completamente fuori da questa opportunità. Atsushi, novello Carlo Magno, ha stabilito infatti di dividere equamente la propria autorità fra più persone: a Shoichi Arai la presidenza e l’ultima parola su ogni decisione, a Go Ito il controllo del booking ed a Katsutoshi Niiyama la carica di road agent. Sostanzialmente Goto deve accontentarsi del ruolo più in vista, ma con meno garanzie del lotto. Privo di qualsiasi potere dietro le quinte, rischia infatti di venire accantonato alla prima difficoltà senza potersi opporre in alcun modo. Nonostante la situazione creatasi, lo spettacolo del Kawasaki Stadium si avvicina ed il progetto deve per forza essere portato a termine. Come previsto, Tarzan Goto passa così dalla parte degli heel fondando insieme ad Hisakatsu Oya e Ricky Fuji un nuovo gruppo chiamato Lethal Weapon. Il build up sembra avviato, ma nuove oscure nuvole si stagliano all’orizzonte sotto forma del volto di Goto alla notizia di dover perdere il match contro Onita. “Come diavolo è possibile farmi accettare dal pubblico in queste condizioni!?! Atsushi mi ha sconfitto in ogni occasione importante…ora sarebbe la terza… questa volta tocca a me vincere!!”. Come biasimarlo? Il malcapitato Tarzan non ha via d’uscita. Vede il futuro avvicinarsi in maniera minacciosa e già lo immagina nitidamente: tutte le colpe ricadranno su di lui, protagonista di un fallimento annunciato, accusato da tutti di aver messo in ginocchio la FMW rovinando il lavoro di Onita. Le cose non potranno andare diversamente. L’unica possibilità di salvezza è abbandonare la federazione, ma per farlo c’è bisogno di un pretesto che non faccia apparire la partenza come una fuga dalle proprie responsabilità. Fortuna vuole che l’Onita di questi ultimi mesi in sella alla FMW abbia la delicatezza di un elefante all’interno di una cristalleria; basta attendere pochi giorni e la scusa per fare armi e bagagli viene offerta a Goto su di un piatto d’argento: la WAR lo invita a prendere parte ad uno spettacolo evitando di estendere la proposta anche ad Onita, inviso al presidente Tenryu in seguito ai fatti già narrati in queste pagine; Atsushi non accetta l’affronto e si impone vietando a Tarzan la partecipazione all’evento. Quest’ultimo obbedisce, ma per ripicca sceglie di non presentarsi nemmeno allo spettacolo FMW organizzato alla Korakuen Hall il 21 aprile, mandando comprensibilmente su tutte le furie il presidente. Tre giorni più tardi Goto annuncia in via ufficiale di aver abbandonato la Frontier Martial-arts Wrestling unitamente a Flying Kid Ichihara ed al suo allievo Mister Gannosuke per passare alla rivale IWA Japan. Nonostante tutto, un bruttissimo colpo. Onita e soci si trovano a sole due settimane dallo spettacolo senza un main event che è attesto da un anno come il più importante nella storia della federazione. Bisogna reperire una soluzione ad ogni costo ed in tempi brevissimi. La prima opzione è quella di affidarsi a Mister Pogo, ma questi (tolto il fatto che ormai le sue sfide contro Atsushi hanno ben poco di nuovo da dire) non ha la minima intenzione di accettare l’offerta, risentito per essere considerato semplicemente un ripiego d’emergenza dopo tanti anni al vertice. Presi dal panico, diversi membri della dirigenza avanzano l’ipotesi di rinviare lo show del Kawasaki Stadium e posticipare il ritiro di Onita in attesa di individuare una soluzione affidabile e definitiva. Peccato che la prevendita dei biglietti sia già partita e, a meno di non voler irritare i quarantamila possessori dei preziosi tagliandi, l’idea di temporeggiare è assolutamente impraticabile. Arriviamo così alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, fissata per il 30 Aprile. Davanti ai molti giornalisti accorsi per l’occasione, Onita concede le prime anticipazioni riguardo alla card, tra le quali spiccano il definitvo rientro in Giappone di Hayabusa (che affronterà The Gladiator) e due contese titolate unitamente all’atteso main event della serata. L’avversario scelto per affrontare Atsushi lascia però l’amaro in bocca in tutti i presenti: a sorpresa viene infatti annunciato l’ex lottatore All Japan Takashi Ishikawa, atleta tanto anonimo quanto mediocre. Ora più che mai l’evento del Kawasaki Stadium si presenta come un disastro annunciato, ma prima che i giornalisti possano terminare le domande di rito al presidente, la conferenza viene interrotta da Hayabusa. Il giovane wrestler, fresco di una lunga e fruttuosa esperienza in Messico, vuole dimostrare sin da subito tutto il proprio valore e senza perdere tempo lancia la propria sfida nei confronti di Atsushi: al Kawasaki Stadium Onita ed il fu Eiji Ezaki si daranno battaglia in un Exploding Barbed Wire Cage Time Bomb Deathmatch!! Grazie ad un colpo di coda in extremis, la FMW riesce a salvarsi ancora una volta da una situazione delicatissima. Ai posteri non è stato per ora tramandato il padre di questa intuizione, comunque avvallata prima da Go ito ed in seguito dal buon Atsushi. Hayabusa è sicuramente ancora un lottatore acerbo, ma ha le carte in regola per sfondare e non è escluso che una riflessione più seria avrebbe portato al suo nome già mesi prima. L’alone di mistero che circonda il suo personaggio mascherato si adatta alla perfezione alla necessità di lanciarlo ai vertici senza un solido build up alle spalle, mentre lo stile spettacolare forgiato a contatto con la lucha libre gli permetterà probabilmente di affrancarsi dalla figura di Onita e di farsi apprezzare dal pubblico senza bisogno di ricalcare pedestremente le orme del suo predecessore. Il 4 maggio a Nagoya, The Great Nita appare ancora una volta sul quadrato sconfiggendo Mister Pogo in un brutale No Rope Barbed Wire Double Hell deathmatch e riconquistando il titolo assoluto senza risparmiarsi minimamente in previsione dell’incontro di ritiro previsto per il giorno seguente. La sfida contro Hayabusa avrà quindi in palio anche la cintura più prestigiosa della federazione. Il trasferimento della carovana FMW da Nagoya alla volta di Tokyo si rivela molto meno teso del previsto. L’atmosfera sui pullman che trasportano gli atleti è carica d’emozione, ma unita alla consapevolezza di presentarsi preparati all’appuntamento con la storia. Immaginate la scarica di adrenalina più potente che via abbia attraversato nella vostra vita, moltiplicatela per 10 e forse vi avvicinerete alla condizione di Rikio Ito e Gosaku Goshogawara al momento di uscire dagli spogliatoi per aprire lo spettacolo del 5 maggio 1995 davanti al sold out di 58.250 spettatori. Lo show del Kawasaki Stadium è finalmente iniziato!! 1) Rikio Ito sconfigge Gosaku Goshogawara (in 10 minuti e 36)
Nella
prossima edizione di questa colonna, prenderemo una piccola pausa dalla
narrazione della nostra storia per soffermarci a tirare le somme
dell’esperienza appena conclusa e per porre le basi di quella a venire.
All’indomani del 5 maggio 1995, nascerà una nuova FMW e come al solito
saremo in prima linea per seguirne i passi nel fantastico mondo del puroresu.
Alla
prossima! |